Sostanze Antiossidanti: Quali Sono e Dove Si Trovano

blueberries: sostanze antiossidanti
Si parla spesso di sostanze antiossidanti e di radicali liberi ma sappiamo davvero cosa sono? Nel post di oggi cerchiamo di capire bene cosa si intende con questi termini e vediamo degli esempi di alimenti e sostanze antiossidanti (che impediscono l’ossidazione) e di composti che, al contrario, hanno la capacitá di ossidare altre molecole.

Sostanze Antiossidanti: Quali Sono e Dove Si Trovano

Sostanze Ossidanti: Radicali Liberi e Non-Radicali

Nel nostro organismo, in seguito ai normali processi metabolici oppure in seguito a stimoli esterni (radiazioni, sostanze chimiche,
etc), vengono prodotte delle sostanze definite reactive oxygen species (ROS, composti reattivi dell’ossigeno), altamente istabili e reattive, capaci di ossidare le macromolecole biologiche, come il DNA, i carboidrati e le proteine. Questi composti possiedono un atomo di ossigeno instabile, atomo che tendono a cedere ad altre sostanze, ossidandole. I diversi tipi di ROS possono essere distinti in:

  • radicali liberi (molecole che contengono un elettrone spaiato che tendono a sottrarre alle molecole con cui vengono a contatto l’elettrone di cui hanno bisogno per ripristinare la normale situazione dell’orbitale), come il radicale superossido O′2 e il radicale idrossile OH′.
  • derivati dell’ossigeno non-radicalici (composti reattivi capaci di ossidare biomolecole), come il perossido di idrogeno o
    acqua ossigenata (H2O2).

Sostanze Antiossidanti Prodotte dall’Organismo

Per contrastare l’azione ossidante dei ROS, l’organismo puó difendersi con le sostanze antiossidanti, composti in grado di ritardare o
inibire l’ossidazione di un certo substrato, attraverso dei meccanismi di difesa che possono avere natura enzimatica o non-enzimatica.

Antiossidanti di Natura Enzimatica:

I principali meccanismi di difesa di natura enzimatica dell’organismo eliminano i ROS tramite reazioni enzimatiche e sono:

  • la superossido dismutasi (enzima attivo contro il radicale superossido, O2);
  • la catalasi (che riduce il perossido di idrogeno, H2O2);
  • la glutatione perossidasi, che riduce gli idroperossidi organici.

Cosa c’entra fino a qui l’alimentazione, quindi? C’entra, c’entra! Anzi, l’alimentazione è fondamentale perchè è proprio grazie all’assunzione attraverso i cibi di certi oligoelementi, come il selenio, il rame, il manganese e lo zinco, che questi meccanismi antiossidanti possono agire efficacemente, in quanto questi minerali fanno spesso parte della molecola enzimatica, in altri casi invece intervengono nell’attività catalitica di questi enzimi. Un supplemento di questi oligolelementi potrebbe essere utile in caso di provate carenze dietetiche.

Antiossidanti di Natura Non-Enzimatica:

Un secondo tipo di difesa che puó mettere in campo l’organismo contro l’ossidazione è formata dai composti antiossidanti endogeni (normali prodotti del metabolismo corporeo) che reagiscono con i composti ossidanti riducendone la capacitá ossidativa, come:

  • il glutatione, sicuramente uno dei più importanti antiossidanti tra quelli che l’organismo è in grado di produrre;
  • l’ubichinolo, la forma ridotta, attiva e antiossidante del “famoso” Coenzima Q10 (CoQ10);
  • l’acido urico, il principale antiossidante naturale presente nel sangue.

Principali Alimenti Antiossidanti

Gli antiossidanti di origine alimentare, preziose sostanze che assumiamo attraverso i cibi e che ci proteggono dal danno ossidativo sono: l’Acido Ascorbico (vitamina C), i Tocoferoli (vitamina E), i Carotenoidi e i Flavonoidi.

sostanze Antiossidanti naturali

Vitamina C: questa vitamina idrosulubile è uno dei più potenti antiossidanti che esistano in natura. È contenuta soprattutto nei vegetali freschi: gli agrumi, i pomodori, gli spinaci, i broccoli, gli asparagi, le fave, la papaia, i kiwi, i frutti di bosco, i Bruxelles, i ravanelli, il ribes nero e i peperoni verdi. É inoltre ricca di vitamina C la papaia fermentata. La biodisponibilità (la frazione che l’organismo è in grado di assorbire e di utilizzare) è simile sia per la Vitamina C che deriva da fonti naturali che per quella ottenuta per via sintetica.

Vitamina E: con questo termine ci si riferisce alla famiglia dei derivati dell’α−tocoferolo, composti liposolubili che agiscono a livello delle membrane cellulari e delle lipoproteine inibendo la perossidazione lipidica. Sono ricchi di vitamina E gli alimenti di origine vegetale, i semi e gli olii derivati, i cereali, la frutta e gli ortaggi. Il contenuto vitaminico di vitamina E negli alimenti  viene ridotto dai processi di cottura, in particolar modo dalla frittura e dalla cottura in forno.

vitamina e

Carotenoidi: sono dei pigmenti naturali di colore rosso, giallo e arancione contenuti in molti vegetali ed anche nei tessuti degli animali che si cibano di questi vegetali. I carotenoidi sono costituiti da una lunga catena di atomi di carbonio, la cui struttura permette di dividere i carotenoidi in due classi: le xantofille e i caroteni, come il carotene. Sono operativi nei confronti del radicale perossido e dell’1O2 ed entrano nei meccanismi di protezione delle lipoproteine esposte alla perossidazione lipidica. L’assimilazione dei carotenoidi aumenta fino a 5 volte in presenza di una cottura non prolungata (come invece è quella a vapore) ed essendo questi composti liposolubili, la loro biodisponibilitá aumenta ulteriormente se si aggiungono modeste quantità di acidi grassi (3-5 g per pasto di olio o grasso, oppure un avocado).

SUCCO DI CAROTA

Flavonoidi (o Bioflavonoidi): sono dei metaboliti secondari delle piante e includono diversi tipi sostanze contenute nella frutta, in molti vegetali e in bevande come il tè, il vino e la birra. Gli antiossidanti polifenolici sono i flavanoli, i flavonoli, i flavanoni, i flavoni, gli isoflavoni e le antocianine, molti di questi sono facilmente riconoscibili come pigmenti fiorali, anche se la loro distribuzione non è limitata ai fiori ma include tutte le parti della pianta, in particolare frutti e foglie. Sono principalmente idrosolubili, la loro biodisponibilità è piuttosto bassa ed il loro ruolo in vivo è ancora da chiarire. Fonti dell’articolo: www.kanekanutrients.com, www.isa.cnr.it,  www.scienzemotorie.unimi.it. Fonti delle foto: ww.cure-naturali.it, www.nonsprecare.it.

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