Mirtillo Rosso: Rimedio Naturale per la Cistite

Mirtillo Rosso: Rimedio Naturale Contro la Cistite
Il mirtillo rosso o cranberry americano viene spesso citato come rimedio naturale contro le infezioni urinarie, oggi cercheremo di capire perchè questo frutto funziona cosí bene contro la temibile Escherichia coli (un microrganismo ospite dell’intestino umano che può virulentarsi, innescando processi patologici). Buona lettura!

Mirtillo Rosso: Rimedio Naturale Contro la Cistite

Stadi dell’infezione batterica

Le infezioni batteriche seguono una successione di stadi: 1) colonizzazione; 2) adesione; 3) intrusione; 4) invasione. All’inizio c’è sempre la colonizzazione del tessuto, fase che precede la successiva infezione. Prima che l’infezione vera e propria abbia luogo, è peró necessario che i batteri aderiscano al tessuto. Nella maggior parte dei casi, i batteri effettuano l’adesione mediante delle strutture presenti sulla loro superficie (fimbrie a tentacoli), queste si legano a strutture complementari di idrato di carbonio presenti sulla superficie del tessuto infettato. La presenza di carboidrati solubili (come il fruttosio) può bloccare l’adesione di batteri: questi non si legano più al tessuto ma al carboidrato, che, venendo poi portato via con il flusso urinario, riesce a eliminare il patogeno responsabile dell’infezione.

L’Escherichia coli

Il batterio Escherichia coli è il responsabile dell’80% delle cistiti e delle altre infezioni del tratto urinario. Abitante normale dell’intestino e presente nei residui fecali, l’Escherichia coli puó migrare dalla zona perianale a quella genitale e arrivare alla vescica, contaminandola e provocando i fastidi che caratterizzano la cistite. Inoltre, i batteri possono anche raggiungere la vescica dall’intestino, attraverso la circolazione sanguigna e linfatica.

Le fimbrie P

Come detto, l’Escherichia coli ed altri patogeni aderiscono al tessuto bersaglio attraverso fimbrie a tentacoli. A seconda del ceppo di appartanenza, il tipo di fimbria puó cambiare: tutti i ceppi di Escherichia posseggono fimbrie di tipo 1, la cui capacità di adesione viene inibita dal fruttosio. Altri ceppi di Escherichia coli uropatogeni, invece, possiedono in più delle fimbrie P (dove P viene da “pielonefrite”, un tipo di infezione difficilmente curabile e recidivante, che rappresentano un problema per il 25% delle donne sopra i 60 anni). Su queste fimbrie, né il fruttosio né altri carboidrati possono agire.

In vitro: le proantocianidine inibiscono l’adesione delle fimbrie P

É noto giá da tempo che in vitro il succo di mirtillo rosso riesce invece a bloccare sia l’adesione da parte delle fimbrie di tipo 1, sia quella delle fimbrie P. In una ricerca della Rutgers University del New Jersey, sono stati analizzati i costituenti del mirtillo rosso al fine di capire come questi agissero sulle fimbrie del patogeno. Si é chiarito che le protagoniste di questa “vittoria” contro l’Escherichia coli sono le proantocianidine (un tipo di polifenoli), in particolare si tratta delle proantocianidine di tipo A, diverse da quelle contenute nel tè verde o nella cioccolata che, quindi, non possiedono questa proprietà antiadesiva. In nessun altro frutto, fino ad ora, si è potuto osservare la presenza di costituenti con un paragonabile effetto antiaderente. Queste proantocianidine di tipo A, dopo essere entrate in contatto con l’Escherichia coli, riescono a bloccare completamente l’espressione delle fimbrie P, alterando strutturalmente la  conformazione del patogeno, che perde cosí la sua capacitá adesiva.

Il principio antiadesivo delle proantocianidine ha effetto anche nell’uomo?

Per poter peró dire se il succo di cranberry sia utile o meno per la profilassi delle infezioni urinarie, si deve chiarire se, dopo l’assunzione orale, le proantocianidine riescono ad arrivare intatte al tessuto di  destinazione. Per dare una risposta, sono state analizzate le concentrazioni di proantocianidine nell’urina di topi alimentati con proantocianidine di cranberry e si è visto che l’urina presentava effettivamente proprietà antiadesive. In un recente studio sono state analizzate anche le concentrazioni di proantocianidine nell’urina di pazienti volontari dopo l’assunzione di cranberry e l’efficacia antiadesiva da parte dell’uomo è stata confermata dall’analisi dell’urina, in modo dipendente dalla dose assunta.
mirtillo rosso

Altre Proprietá del Mirtillo Rosso:

A parte la capacitá di proteggere le vie urinarie impedendo all’Escherichia coli di aderire alla mucosa dell’uretra e della vescica, è stato dimostrato scientificamente che gli estratti di cranberry sono anche in grado di ridurre il rischio di contrarre infiammazioni alle gengive (i costituenti ad alto peso molecolare presenti nel mirtillo rosso possono inibire e perfino eliminare la coaggregazione dei batteri nel biofilm dentale, capace di determinare affezioni parodontali) e di prevenire le ulcere allo stomaco dovute a Helicobacter Pylori (è stato dimostrato in vitro che, sempre i costituenti ad alto peso molecolare contenuti nel cranberry, inibiscono l’adesione dell’Helicobacter Pylori alle cellule della mucosa gastrica). I cranberries, inoltre, proprio per il loro contenuto in flavonoidi, catechine e proantocianidine, hanno uanche un’elevata capacità antiossidante: fra più di 100 sostanze alimentari esaminate negli USA i mirtilli rossi sono risultati quelli a più elevato potere antiossidante. Anche il loro contenuto in vitamina C e vitamina E è di molto superiore a quello di altri frutti.

Come Assumere il Mirtillo Rosso:

È bene assumere succo di cranberry puro al 100% ed è consigliabile utilizzare quello biologico, perché le altre bevande, a causa del sapore aspro del mirtillo rosso, vengono spesso addizionate con dolcificanti di vario tipo, acqua e vitamina C. Il succo puro si assume diluendo mezzo bicchiere di succo di cranberry in un litro d’acqua, si uisce il succo di un limone e si beve durante la giornata. Un’alternativa al succo é l’estratto secco titolato di mirtillo rosso.
cranberries

Quando Evitare il Mirtillo Rosso

Le persone con calcolosi renale o che tendono a soffrire di coliche reno-ureterali dovrebbero parlare con il loro medico prima di assumere il mirtillo rosso, perchè il consumo protratto di questo frutto potrebbe aumentare il livello di ossalato di calcio con conseguente nefrolitiasi. Il mirtillo rosso sembra inoltre in grado di aumentare il rischio emorragico in pazienti in trattamento con anticoagulanti (Fonte della foto: agrodolce.it; Fonti dell’articolo: www.riza.it, www.erboristeriabarberini.com, www.lucaavoledo.it).

Nota: le informazioni qui riportate non intendono in alcun modo sostiuire il parere medico che andrà consultato prima dell′assunzione, soprattutto in caso di calcolosi renale o in trattamento con anticoagulanti, e all′insorgere di qualsiasi sintomo.

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