Edward Bach: La Mente cura il Corpo

edward bach e i Fiori di Bach

“Non vi è una vera e propria guarigione senza un cambio di orientamento della vita, senza pace nell’anima e senza la sensazione di felicità interiore” (E. Bach)

Dopo il successo dell’articolo sulla Floriterapia e i Fiori Bach, oggi conosciamo più da vicino il padre della Terapia dei Fiori, Edward Bach, un medico inglese che, dopo essersi avvicinato all’omeopatia e dopo aver capito l’importanza della comprensione della psicologia dei suoi pazienti, mise a punto il suo metodo, basato sul potere curativo dei fiori e diffusosi in tutto il mondo. Vediamolo!

Edward Bach: La Mente cura il Corpo

Dagli Studi di Medicina all’Omeopatia

Edward Bach nasce nel 1886 in Inghilterra, dal 1906 al 1913 studia a Birmingham e poi a Londra, ottenendo l’abilitazione per la professione medica ed inizia a lavorare come responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale Universitario. Le sue ricerche nel campo dell’immunologia lo portarono a collegare l’azione di alcuni batteri intestinali con determiante malattie croniche. Nel 1919 comincia a lavorare come batteriologo e patolgo nell’Ospedale Omeopatico di Londra. Comincia quindi a interessarsi ai metodi di cura diffusi circa un secolo prima da Samuel Hahnemann, padre dell’omeopatia. Leggendo il testo base scritto da Hahnemann, l’Organon, Bach comincia a sviluppare una sua teoria, ipotizzando un collegamento tra le idee del padre dell’omeopatia e la tossicemia intestinale da lui studiata. Prepara quindi alcuni vaccini seguendo il metodo di preparazione omeopatico e, in un primo tempo, li inietta ai pazienti e poi, in un secondo momento, li trasforma in soluzioni da assumere per bocca. Tali vaccini, chiamati “nosodi”, vengono classificati in 7 gruppi, in base all’azione fermentativa sullo zucchero. Grazie a essi Bach riesce a trattare con successo centinaia di casi cronici.

Dalla Piscologia alla Floriterapia

Allo stesso tempo, Edward Bach comincia ad analizzare anche la psicologia dei suoi pazienti, rendendosi progressivamente conto che la comprensione profonda della psciologia del paziente puó fornire informazioni preziose per impostare una terapia centrata sulla personalitá del soggetto da curare. Per continuare le sue ricerche, nel 1922 lascia il suo lavoro all’Ospedale Omeopatico e si trasferisce in un grande laboratorio dove si dedica alla ricerca. Qui individua alcune piante con proprietá molto simili a quelle dei nosodi. Nel settembre del 1928 si reca nel Galles dove mette a punto i primi tre rimedi florali: Impatiens, Mimulus e Clemantis. Questi rimedi, preparati con lo stesso metodo dei vaccini orali, vengono prescritti in base alla personalitá dei pazienti con risultati notevoli e immadiati a partire dalla fine dell’anno successivo.

Dai “Dodici Guaritori” ai “38 Rimedi + 1”

Nella primavera del 1930, all’apice della carriera, Edward Bach abbandona Londra e si stabilisce definitivamente nel Galles. Qui aggiunge altri sei rimedi: Agrimony, Chicory, Vervain, Centaury, Cerato e Scleranthus, arrivando a un totale di nove rimedi. Il sistema di preparazione peró è cambiato, non è più quello omeopatico: Bach si avvale della forza del sole per trasferire la vibrazione del fiore nell’acqua in cui sono poste le corolle. Nel 1930 termina la stesura del libro introduttivo alla nuova medicina “Guarisci te stesso”. Nel 1931 pubblica il libro e scopre gli ultimi tre rimedi della serie dei “dodici guaritori”: Water Violet, Gentian e Rock Rose. Nel 1933 trova altri quattro rimedi: Gorse, Heather, Rock Water e Oak. Poi scopre Wild Oat, Olive e Vine che, con i primi quattro, formano i “I sette aiuti”. Prepara anche una miscela di pronto soccorso composta da tre fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose) che porterá sempre con sé battezzandola “Rescue Remedy“. In seguito, aggiungerá alla miscela anche Cherry Plum e Star of Bethlehem. Nella primavera del 1934 si trasferisce nell’Oxford-shire dove scrive e pubblica “I dodici Guaritori” e “I sette aiuti”. Nei due anni successivi scopre altri diciannove riemedi e sperimenta un nuovo metodo di preparazione: la bollitura. Mette quindi a punto le ultime essenze florali e puó ritenere il suo sistema completo e il suo lavoro finito. Per lui è chiaro che la stessa patologia in pazienti di caratteri diversi, deve essere affrontata con rimedi diversi. Importante non è il disturbo in sé ma il temperamento del paziente che ha sviluppato il disturbo. Dal 1936 si dedica alla scrittura, a dare lezioni sui suoi metodi di cura e ad istruire il suo gruppo di assistenti con molta attenzione. Nel novembre dello stesso anno Edward Bach muore, mentre dorme. I suoi assistenti e seguaci continueranno il suo lavoro fino al 1978, tramandando l’ereditá pratica e la conoscenza del metodo agli attuali amministratori del Bach Centre, che ha ancora oggi sede del nel cottage in cui Bach trascorse l’ultimo periodo della sua vita.

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